
Pensiamo che imparare a relazionarci con l’emotività e la sessualità altrui fin dai primi anni di scuola sia uno dei fondamenti educativi irrinunciabili per costruire una società di individui capaci di stare al mondo senza insultare, umiliare, prevaricare, violentare, uccidere altri esseri umani.
Siamo consapevoli che l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole sia una questione politica: lo dimostra il fatto che sia diventata l’ennesima cavia nel laboratorio di manipolazione e strumentalizzazione culturale che è questo governo.
Crediamo che una società educata alle emozioni, al consenso, al rispetto di tutte le persone – indipendentemente da quale sia il loro orientamento e la loro identità sessuale – alla parità, alla cura, all’empatia e alla solidarietà sia una società più umana, capace di scardinare stereotipi, pregiudizi, e discriminazioni, una società che non esclude chi fa scelte diverse, e che sa costruire e accogliere modelli di relazione e famiglia alternativi a quello tradizionale.
Crescere con maggiori strumenti significa sostenere la salute psichica di persone singole e della società tutta e aiuta a costruire una rete sociale e affettiva solida, fondata su relazioni sane, libere da preconcetti su ruoli legati al genere.
Crescere rispettando i propri corpi e quelli altrui porta a conoscere rischi e possibilità, e a rifiutare modelli di conformità fisica univoci, il giudizio e la superficialità.
Il corpo riguarda tutt* e la sessualità è un concetto olistico, in cui corpo e mente – nelle sue peculiarità emotive e relazionali – sono inscindibili. Si tratta di un aspetto centrale della vita di un essere umano, che si sviluppa e si manifesta dai primi giorni di vita fino alla fine delle nostre esistenze, e che comprende sesso, identità di genere, orientamento sessuale, erotismo, piacere, intimità e riproduzione.
Limitare l’esperienza educativa ai soli concetti biologici, alle misure anticoncezionali e alle malattie sessualmente trasmissibili e ammetterla solo alle medie e alle superiori e col consenso dei genitori significa considerare la sessualità come un aspetto che riguarda solo il corpo, e solo quando diventa sessualmente attivo o capace di procreare: è un’interpretazione, miope e retrograda, che nega molte della acquisizioni legate al benessere psicofisico di una persona.
LATO D da anni incontra bambin* e ragazz* fuori e dentro le scuole con il progetto Desideriamoci.
LATO D crede nei libri come strumento primario per l’educazione sessuo-affettiva.
LATO D resta un posto sicuro, e se non potremo più portare libri e percorsi educativi nelle scuole, troveremo altri modi e luoghi.
Troviamoli insieme e abbattiamo i muri.
Educhiamoci, desideriamoci.